I nomi irlandesi non subirono l'influenza romana e la radice di Arti si può far risalire al V° secolo a.C, quando Artu mes Delmann era re del Lagain. Nel 858 Nennio elencò varie battaglie vinte da Arti. Le località comprendevano la foresta della Caledonia a nord di Carlisle (Cat Coit Celidon) e il monte Agned: il forte di Bremenium negli Cheviot da cui gli Anglo-Sassoni furono respinti. Fra i luoghi indicati da Nennio vi era anche il fiume Glein (Glen) in Northumbria, dove la cinta fortificata era stata il centro delle operazioni dalla metà del 500. Altri luoghi citati erano la "Città della Legione", Carlisle, e il distretto di Linnuis: l'antica regione del Novantae a nord di Dumberton, dove Ben Arthur si erge sopra Arrochar all'estremità settentrionale di Loch Long. Per collocare Artu nel suo esatto contesto è necessario capire che apparenti nomi come Pendragone e Merlino in realtà erano titoli. Si riferivano a più di un individuo nel corso del tempo. Il re Aedàn mac Gàbran degli Scoti, padre di Artu, divenne Pendragone in quanto era il nipote del principe Brychan. Non vi fu mai invece un Uther Pendragone, anche se molto più tardi venne inserito negli alberi genealogici inglesi dell'epoca. Il nome Uther Pendragon fu inventato nel XXII° secolo dal romanziere Geoffrey of Monmouth (poi vescovo di Saint Asaph). La parola gaelica Uther (o uthir) è semplicemente un aggettivo che significa "terribile". Vi fu un solo Artu nato da un Pendragone: Artu mac Aedan di Dalriada. Quando compì 16 anni nel 575, Artu divenne il Guletic (comandante supremo). La Chiesa Celtica accettò sua madre, Ygerna del Acqs, come la vera Regina Suprema dei regni celtici. La madre di Ygerna era Viviane I°, regina dinastica di Avallon. I sacerdoti unsero quindi Artu Re Supremo dei Britanni dopo che suo padre era stato consacrato re degli Scoti. Al momento in cui Aedàn l'aveva messa incinta di Artu, Ygerna era ancora sposata con Gwyr-Llew, Dux di Carlisle. "La Cronaca Scozzese" riporta così l'evento: "Poiché l'erede della Britannia era maritata con un uomo scozzese cui spettava il regno, e Artu aveva 15 anni, i Britanni lo fecero re grazie alla diavoleria di Merlino e questo Artu era nato dalla moglie di un altro uomo, il Dux di Carlisle". Nella "Historia Regum Britanniae" (Storia dei Re di Brian) di Geoffrey of Monmouth (ca 1147), Gwir-Lew, il Dux di Carlisle (Duce di Carlisle), veniva letteralmente rapito e portato segretamente nel Sud-Ovest del paese dove divenne Gorlois, duca di Cornovaglia. Questo adattamento dei fatti non deve sorprendere poiché il protettore normanno di Geoffrey era Robert, conte di Gloucester. La Historia era finanziata con denaro normanno e con l'espressa richiesta di cementare saldamente il re Artu nella tradizione inglese, sebbene non figurasse nella "Cronaca Anglo-Sassone" dell'Inghilterra. Benché venisse presentata come una storia basata sui fatti, si sapeva che l'opera di Geoffrey conteneva molte inesattezze. Lo storico William of Malmesbury la definì "roba dubbia" e Willliam of Newburgh si spinse ancora oltre, affermando: "Tutto ciò che quell'uomo si dette la pena di scrivere riguardo Artu e i suoi predecessori era inventato". Molti rimasero sconcertati, in particolare dalla presenza nell'"Historia" del Duca Gorlois di Cornovaglia, menzionato da Geoffrey, perché non c'erano duchi nell'Inghilterra del VI° secolo. L'antico titolo di Dux era ben diverso dal successivo titolo nobiliare di duca: era strettamente militare e non conferiva alcun diritto feudale di proprietà terriera. Un'altra anomalia era l'asserzione di Geoffrey che l'Artu del VI° secolo era nato nel castello di Tintagel. Non esisteva nessun castello a Tintagel finché il conte di Cornovaglia non ne costruì uno all'inizio del 1100. Prima, in quel luogo, c'era soltanto un monastero celtico in rovina. Una diversa appropriazione indebita del figlio di Pendragone, re Artu, avvenne nel Galles e la tradizione dura ancora oggi. C'era effettivamente un Artu nel Galles del VI° secolo: anzi, era l'unico altro Artu di sangue reale dell'epoca. Ma non era un figlio di Pendragone e non era l'Artu delle storie del Graal. Quest'altro Artu fu insediato come principe di Dyfed da san Dubricio nel 506, sebbene lui e i suoi antenati fossero nemici dei gallesi locali. In effetti discendeva dalla famiglia reale diseredata dei Déisi, espulsi dall'Irlanda nel tardo IV° secolo. Quando le truppe romane lasciarono il Galles meridionale nel 383, i capi Déisi vennero da Leinster per stabilirsi a Dyfed (Demetia). Artu, principe di Dyfed, figura come un famoso tiranno, nelle "Vite dei Santi", nei racconti di Carannog e altri, e venne generalmente descritto come un fastidioso intruso malvisto nella regione. Nei romanzi del ciclo arturiano, la confusione fra l'Artu scozzese e quello gallese nacque soprattutto per via del legame con Merlino. Il Merlino Emyris era figlio di Aurelio. Ma la moglie di Aurelio era la sorella di Artu di Dyfed, Niniane: Aurelio l'aveva sposata per tentare di limitare le invasioni di Powys da parte dei Déisi, ma la strategia aveva avuto vita breve. Questo, naturalmente, significava che il Merlino Emyris era nipote di Artu di Dyfed e allo stesso tempo era il cugino del Pendragone, Aedàn mac Gabràn. Secondo gli "Annales Cambriae" (Annali del Galles) del X° secolo, Artu morì nella battaglia di Camlann. Ma a quale Artu si riferiscono gli annali? La risposta è che, essendo stati compilati tanto tempo dopo l'evento, si riferiscono in realtà a un Artu composito: un personaggio formato da entrambi i principi di Dyfed e di Dalriada. "Il Libro Rosso di Hergest" (una raccolta di fiabe gallesi del XV° secolo), afferma che la battaglia di Camlann si svolse nel 537. Se questa ubicazione si riferisce a Maes Camlan, a sud di Dinas Mawddwy, può darsi benissimo che Artu di Dyfed combattesse lì. Tuttavia, quello che è certo è che Artu di Dalriada combattè una successiva battaglia a Camelon, a ovest di Falkirk. "Le cronache dei Pitti e degli Scoti" chiamano questo scontro la "Battaglia di Camelyn". Egli combatté anche un'altra battaglia a Camlanna, nei pressi del Vallo di Adriano: la battaglia che gli costò la vita. Quanto a Geoffrey of Monmouth, decise di ignorare tutte le indicazioni geografiche, situando invece la sua battaglia immaginaria vicino al fiume Camel in Cornovaglia. Geoffrey associò anche la battaglia irlandese di Badon Hill (Dun Baedan) con una battaglia a Bath, perché un tempo quest'ultima località era nota come Badanceaster. Nella "Vita di San Colomba" l'abate Adamnan raccontò che, verso la fine del 500, il re degli Scoti, Aedàn, aveva consultato il santo circa il suo futuro successore in Dalriada, chiedendo: "Quale dei miei tre figli deve regnare: Artu, Eochaid Find o Domingart?". Colomba rispose: "Nessuno di questi tre sarà re, perché cadranno in battaglia, uccisi dai nemici; ma ora, se tu ha altri figli più giovani, falli venire da me". Un quarto figlio, Eochaid Buide, venne mandato a chiamare e il santo lo benedì dicendo a Aedàn: "Questo ti sopravviverà". Il racconto di Adamnan prosegue: "E così fu poi che, nella loro stagione, tutte le cose si compiranno appieno; giacché Artu ed Eochaid Find furono uccisi dopo un breve intervallo di tempo nella battaglia dei Miathi. Domingart fu ucciso in Sassonia; ed Eochaid Buide succedette a suo padre sul trono". I Miathi menzionati da Adamnan erano una tribù di Britanni, che si stabilì in due gruppi separati rispettivamente a nord dei Valli Antonino e Adriano. Il Vallo Antonino si stendeva fra il Firth of Forth e l'estuario della Clyde. Il Vallo di Adriano traversava il bassopiano fra il Solway Firth e Tynemouth. Nel 559, gli Angli avevano occupato il reame di Deira (Yorkshire) e avevano spinto i Miathi a nord. Nel 574 gli Angli si erano spinti anche nella Vernicia in Northumbria. Alcuni dei Miathi decisero di restare vicino al Vallo inferiore e di arrangiarsi come meglio potevano, mentre altri si trasferirono più al nord, al di là del Vallo superiore.

La principale roccaforte dei Miathi al nord era Dunmyat, sul confine del moderno Clackmannanshire, nel distretto di Manau nel Forth. Qui unirono il loro destino a quello dei coloni irlandesi, cosa che non li rese molto graditi agli Scoti e ai gallesi. Malgrado la disfatta del re Cairill ad Antrim nel 516, gli irlandesi continuarono ad essere turbolenti e fastidiosi a Manau. Di conseguenza, le forze del Guletic fecero un'altra incursione nell'Ulster nel 575. Questo secondo attacco a Dun Baedan è quello menzionato da Nennio, che parlò giustamente della presenza di Artu, mentre il resoconto di Gildas si riferisce alla precedente battaglia del 516 e indica correttamente Ambrosio Aurelio come comandante. Tuttavia, Nennio attribuisce ad Artu più meriti del dovuto poiché questa volta gli Scoti furono battuti e il re Aedàn, padre di Artu, fu costretto a sottomettersi al principe Baedan mac Cairill a Ros-na-Rig sul Belfast Loch. Dopo la morte del re Baedanmac Cairill nel 581, Aedàn di Scozia riuscì finalmente a mandare via gli irlandesi da Manau e dal Forth. Più tardi, nel 596, la cavalleria di Artu lì spinse fuori dal Brecknock scozzese. Il re Aedàn era presente alle battaglie, ma i fratelli minori di Artu, Bran e Domingart, furono uccisi a Brechin nella Piana di Circinn. Oltre agli irlandesi a Manau, le truppe del Guletic dovettero affrontare anche i Miathi. Riuscirono a ricacciarne molti nel loro territorio a sud, ma quelli che rimasero, quando le truppe del Guletic se ne andarono, dovettero vedersela con i Pitti, che si trasferirono prontamente nel loro dominio. Alla fine del secolo i Pitti e i Miathi erano uniti contro gli Scoti, che incontrarono nella Battaglia di Camelon a nord del Vallo Antonino. Una volta ancora vinsero gli Scoti e i Pitti furono spinti a nord.
Tre anni dopo Camelon, gli Scoti affrontarono i Miathi del sud e gli Angli della Northumbria. Si ritirarono quasi subito dal primo campo di battaglia e questo portò ad un successivo scontro su un secondo campo di battaglia. Le forze si affrontarono inizialmente a Camlanna, un antico fortilizio romano su un colle vicino al colle di Adriano. A differenza del primo scontro, la Battaglia di Camlanna per gli Scoti fu un insuccesso completo. Ingannati da una tattica diversiva dei Miathi, gli Scoti permisero agli Angli di aggirarli alle spalle e di sferrare un'offensiva combinata a nord-ovest verso Galloway e Strathclyde. Da allora l'infausta definizione di una "Cath Camlanna" è stata spesso applicata a molte battaglie perdute. Appena pochi mesi prima, il re degli Angli, Etelfrido di Vernicia, aveva sconfitto re Rhydderch a Carlisle, conquistando così altro territorio lungo le sponde del Solway. Le truppe del Dalriada la comando di Aedàn e Artu si trovarono così costrette a intercettare e bloccare l'avanzata degli Angli verso nord. Si diceva che avessero radunato immense forze reclutate fra i ranghi dei principi gallesi e che avevano ottenuto persino l'appoggio di Maeluma mac Baedan di Antrim, figlio del loro antico nemico. A quel punto anche gli irlandesi erano intimoriti alla prospettiva di un'invasione anglo-sassone.
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Geoffrey of Monmouth
Circa 850 anni fa Geoffrey of Monmouth si distinse dagli uomini del suo tempo scrivendo "History of the Kings of Britain", la prima opera che ripercorreva le origini dell'identità britannica. La "History" inizia la cronaca a partire dal 1100 A.C fino al trionfo dei Sassoni nella battaglia di Cadwallader nel 689 AD. L'"History" fu ampiamente e immediatamente accettata per i successivi 600 anni, fino al periodo storico in cui alcuni critici iniziarono ad essere scettici su alcune sue affermazioni. Le fonti che Geoffrey utilizzò, e che si possono identificare, sono relativamente poche. Nella prefazione cita Bede e Gildas, ed è chiara una certa dipendenza dai testi di Nennius. Tra le altre fonti è possibile che ebbe a disposizone le "Annalis Cambriae". Nel leggere la "History" si ha l'impressione che gran parte di questa serve solo a fornire le basi della storia di Artu.Più di 1/5 del testo si sofferma sui periodi e sugli eventi.
Ginevra
Più volte ripresa come figura femminile in letteratura, per Malory fu la figlia di re Leodegrance (Lleudd-Ogrfan) of Cameliard, per la tradizione gallese di re Ogrfan Gawr (the Giant) of Castell y Cnwclas (Knucklas Castle), per la tradizione germanica di re Garlin of Galore, mentre per Geoffrey of Monmouth fu figlia di un nobile romano e sposa di Artu. Il suo nome è pronunciato e scritto ogni volta in maniera differente: dal tradizionale Guinevere, o Guenevere, o Guenievre, o Guenhumare o Ginevra. In gallese è Gwenhwyfar;, in Cornovaglia è Jenefer. Il personaggio di Ginevra è stato utilizzato per intrighi particolarmente ingegnosi: è l'amante di Lancelot, è complice del complotto di Mordred contro Artu, oppure deposta e uccisa dallo stesso Modred. Un uccisione forse dovuta alla querelle tra Ginevra e sua sorella, Gwenhwyfach, moglie di Modred, che nella leggenda si dice fu la causa della battaglia di Camlann.
Camelot
Cadbury Castle è il luogo più famoso ed il più interessante di quelli associati con Camelot. E' un forte collinare dietro South Cadbury, alla fine di una piccola strada che lascia la A303 fino a Chapel Cross, 1/2 miglio ad est di Sparkford. Cadbury è una collina di argilla ed arenaria alta circa 500 piedi sopra il livello del mare, con un'ampia vista sul Somerset centrale, compresa la Tor di Glastonbury, a 12 miglia di distanza. Il forte è disposto su quattro sponde con un fossato difensivo.

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