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Luoghi

Castello di Bianello

Comune: Bianello

Provincia: Reggio Emilia

Descrizione: Monte Vetro, Bianello, Monte Lucio, Monte Zane si innalzano da levante a ponente, sui quattro colli contigui che disegnano un singolare profilo nella prima dorsale appenninica, appena al limite di mezzogiorno della valle padana. Bianello è il secondo verso il ponente dei quattro famosi colli; forse già dalla prima metà del X secolo vi sorgeva una torre di avvistamento od apprestamenti difensivi. La sua storia si lega alle vicende del castello di Canossa, del quale fu coevo, e soprattutto agli eventi che hanno avuto come protagonista la Grande Contessa. Una iscrizione sulla porta indica "Castrum Bibianelli, comitissae Matllildis Opus", anche se certamente è di epoca anteriore. Qui però Matilde risiedeva quasi abitualmente; qui ospitò Enrico IV penitente, prima dell'incontro del 1077; qui soggiornarono papi e principi, e a Bianello nel 1111 Matilde ricevette Enrico V, reduce dall'incoronazione a Roma, e fu da lui proclamata vicaria imperiale in Italia: erano i prodromi della pace, di dieci anni dopo, al Concordato di Worms. Nel 1160 il duca Guelfo, in possesso del patrimonio matildico, ne investiva Guido Canossa Con la divisione dei beni fatta da questa famiglia si dette origine ad un ramo della stessa che fu detto di Bianello. Agli inizi del X1V secolo Gilberto da Correggio si appropriò del castello e di quello di Monte Lucio. ll castello ritorna in potere dei Canossa nel 1342. Nel 1358 Gabriotto da Canossa ne ottiene l'investitura dall'imperatore Carlo lV, confermata poi nel 1459 dall'imperatore Federico III a Nicolò del fu Alberto Canossa dalla cui famiglia fu in seguito conservato. Nel 1747 il palazzo è venduto al Conte Giovanni del fu Antonio Gabbi. I feudo, soppresso nel 1796, fu riconfermato ai Gabbi nel 1803. Nel 1814 gli Estensi, a seguito della Restaurazione, ne fecero la sede del Comune. Con il Regno d'Italia fu adibito a caserma; messo all'asta nel 1867, venne acquistato dal dott. Luigi Caggiati di Parma che lo trasformò in residenza estiva. Nel 1881 fu acquistato dal genovese Comm. Giovan Battista, figlio di Stefano Bacigalupo. Passato al figlio, Cav. Uff. Carlo, fu in seguito (1897) ereditato dal Conte Girolamo Cantelli di Parma, alla cui famiglia Cantelli-Cremonini rimane tuttora in proprietà. In epoca matildica Bianello e gli altri tre fortilizi erano semplici fortificazioni costituite da una robusta torre quadrata; le torri furono ampliate con edifici e mura perimetrali e attorno ad esse sorsero dei veri e propri borghi con la chiesa e le strutture indispensabili alla vita dei contadini e dei soldati Bianello è il solo, tra i quattro castelli, che mantenga oggi una notevole consistenza edilizia. Sebbene trasformato attraverso i secoli dall'avvicendarsi degli eventi storici, suscita ancora largo interesse.

Il castello presenta un volume compatto impostato su una delimitazione strutturale a forma poligonale chiusa. I corpi di fabbrica si sono sviluppati per successiva articolazione all'impianto originario probabilmente costituito dalla torre sul lato occidentale che, crollata come riporta il Salimbene nel 1285, dovette essere stata subito ripristinata. Diverse sono le tracce e gli elementi tipologici distintivi delle varie fasi ed ampliamenti, tra cui finestre a bifore e fregi decorativi in cotto. Nella parte centrale del muro di settentrione è rimarcata la precisa identificazione di un primo corpo di fabbrica cui si accompagnano la parte a ponente, stretta e allungata e la parte a levante, pressochè quadrata. Gli altri corpi di fabbrica vengono ad aggiungersi gradualmente nella zona sud-orientale. La forma rettangolare e ampia del salone centrale ne suggerirebbe una realizzazione agli ultimi decenni del XV secolo. Di grande interesse risulta la sezione a levante del corpo di fabbrica, nel suo livello inferiore, ove la strutturazione degli ambienti rispecchia moduli costruttivi riconoscibili alla cultura rinascimentale di ambito estense, e cioè al linguaggio di Biagio Rossetti, la cui consulenza nella riorganizzazione del sistema difensivo di questo complesso è documentata per l'ultimo decennio del 1400.

A partire dal XVII secolo si accentua la sua trasformazione in residenza Gli ambienti di maggior pregio artistico sono quelli toccati dalla ristrutturazione voluta negli anni intorno al 1644 da Gaetano Canossa; tra essi si deve ricordare la cappelletta interna e soprattutto l'appartamento al piano superiore dell'ala di levante con ornati di Gian Giacomo Monti e Baldassarre Bianchi. Interventi di pregevole qualificazione architettonica si legano alla corte interna, il cui prospetto di fondo è rispondente a quel gusto neoclassico di declinazione eclettica, tipico delle elaborazioni prodotte dallo Studio Marchelli alla metà dell'Ottocento. Ancora di grande effetto è lo scalone neo-barocco che conduce al salone d'onore decorato secondo moduli neo-medievalistici e neo-rinascimentali.

• Orari:

Da aprile ad ottobre sabati, domeniche e festivi dalle 14.30 alle 19.00. Su prenotazione gli altri giorni.


• Ingresso:

€ 5,00 in giornate normali - gratis per i bambini al di sotto dei 12 anni - ; € 2,00 in giornate in cui i saloni principli sono utilizzati per banchetti di nozze..


• Informazioni:

Archeosistemi 0522.532094 oppure 531986

servizi@archeosistemi.it




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