Castello di Montecchio
Comune: Montecchio
Provincia: Reggio Emilia
Descrizione: il suo impianto originario è ascrivibile al secolo XI, some si può dedurre da un documento autografo, datato 1114, della Contessa Matilde di Canossa. Sul luogo, però, dovevano preesistere insediamenti più antichi, attestati da numerosi ritrovamenti altomedievali (tra cui la necropoli) e da altri rinvenimenti di epoca barbarica e romana. La sua posizione strategica, nel medio corso della valle dell'Enza, gli ha attribuito un ruolo di avvistamento e di primo baluardo nel contesto del sistema difensivo preappenninico posto in atto dai Canossa. Nel secolo XIII fu oggetto di aspre contese tra Vescovi e il Comune di Parma. Fu più volte assediato ed espugnato prima da Azzo d'easte (1296), poi da Gilberto da Correggio. Fu quindi soggetto al dominio dei Visconti; subì il dominio di Alberigo da barbiano (1392-1402), di Ottobono Terzi (1403-1409) e di Muzio Attendolo Sforza (1411-1420). Nel 1246 ritornò agli Estensi che, dal secolo successivo vi costituirono un loro feudo privilegiato. Dal 1482 al 1486 fu occupato da Guido Torelli che fortificò la Rocca. Montecchio, elevato a marchesato nel 1562, seguì poi le sorti del Ducato Estense, salvo brevi periodi fino alla fine del 1700 (avvento della repubblica reggiana) e poi fino alla Costituzione del Regno d'Italia.
L'attuale struttura del castello risale al tardo medioevo. L'edificazione proseguì con successivi interventi fino al XVI secolo per volere degli Estensi ed in partcolare del principe Luigi D'Este che qui ebbe residenza dal 1638.
Il castello fu a lungo occupato dai Vicedomini che rivestirono funzioni vicarie prima dei Vescovi di Parma e poi degli estensi. Dopo la morte del l Duca Alfonso II (1598), Montecchio diede continuità alla casata estense attarverso il ramo cadetto degli "Estensi da Montecchio".
Il Castello di Montecchio Emilia aveva un primo fossato di difesa e le Fosse della Rocchetta correvano tutt'intorno al perimetro della Rocca. Furono chiuse nel 1649 su ordine del principe Luigi d'Este. Entrando dal piazzale Rocca, si accede al Cortile della Rocchetta. In origina a cielo aperto, venne coperto e adibito ad ambiente per attività sociale nel dopoguerra. Una scale, ora riaperta, lo collega ai ostterranei. Tra le sale al piano terra, ora utilizzate per attività informatiche, si segnale la sala del Bargello. Nel XVII sec. questa sala unitamente ai locali soprasatnti, era a disposizione del bargello, il comandante delle guardie. Successivamente fu utilizzata dal principe Luigi d'Este. La sala conservava un artistico camino (ora depositato ai Civici Musei (Reggio Emilia) riportante lo stemma dei Visconti.
Sala d'armi: Il Percorso didattico-museale del Castello si arricchisce di un nuovo elemento: la Sala Risorgimentale e delle Armi A intitolata ad Andrea Umiltà.
Posta al terzo livello della Torre, la nuova collezione permanente presenta circa 150 pezzi di grande valore: pistole, fucili, armi da guerra, spade, fioretti, elmetti, contenitori per polvere da sparo, strumenti da puntamento ed altri oggetti in uso, a partire dai primi del '700 fino agli inizi del '900.
La Sala, composta da otto vetrine collocate su tre livelli della Torre, si completa con l'esposizione di alcune bandiere storiche e di quattro manichini di armati con le divise di soldato austro-ungarico della guardia civile reggiana, di soldato napoleonico e di ufficiale dell'esercito sabaudo-piemontese.
In sostanza si fornisce un quadro abbastanza completo, sotto il profilo didattico del quadro storico legato agli avvenimenti del periodo napoleonico e di quello risorgimentale che portarono all'Unità d'Italia.
La ricca collezione, stimata per circa 100.000 €, è pervenuta al Comune grazie alla donazione effettuata dagli eredi di Andrea Umiltà di Borgo Enza, appassionato di armi antiche e collezionista, scomparso nel 1999, per anni aveva acquistato diversi modelli di armi antiche ed esotiche nei mercati e nelle aste.
Dai modelli esposti è possibile ricostruire l'evoluzione delle armi nel tempo, a partire dalle armi bianche, dai fucili ad avancarica, dalle pistole a trombone, alle armi a pietra focaia, a quelle con la miccia. Ci sono poi armi caratteristiche, provenienti dai paesi arabi od orientali e pistole o spade di grande pregio, per duelli.
La Sala è di notevole effetto e può essere visitata durante il normale percorso di visita del Castello che da oggi è più ricco e suggestivo. In fatti in Emilia Romagna non sono più di 5-6 i castelli che dispongono di una collezione di armi antiche.
ORARIO DI VISITA
FERIALI E FESTIVI
9:30/12:30 - 15/18:30
FERIALI
Orario Biblioteca "A. Umiltà"
Ingresso: 3,5 € (con guida) - 1,5€ (libero)