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Infernetti
Ovvero come si può andare all'inferno senza rendersene conto e come se ne può uscire se si è fortunati.

Una famiglia come tutte le altre, con i soliti problemi quotidiani, le preoccupazioni sul futuro dei figli, le inevitabili difficoltà di comunicazione allinterno della coppia, gli impegni di lavoro e i doveri sociali.
Lo sguardo acuto ed ironico dell'Autrice, entrando nei dettagli più intimi della vita dei personaggi, descrive in quale modo ciò che nellopinione corrente viene definita una vita normale possa essere, per chi la vive, un infinito susseguirsi di gironi infernali.
E così, tra un week end al mare e gli incontri con la suocera, tra i preparativi per un matrimonio e le insoddisfazioni sessuali ed esistenziali, si delineano le figure di Carla, di suo marito Daniele e del figlio maggiore, Andrea.
In loro ed in altri personaggi che ruotano intorno alla famiglia emergono la mediocrità dei valori, la banalità dei rapporti, la vacuità dei sentimenti e, nel labirinto dei luoghi comuni, il bisogno di affermare il proprio ego al di là di ogni cosa.
Diverso è per la figlia più piccola, Gemma, che sembra essere lunica non solo ad accorgersi di vivere in un inferno, ma anche a desiderare di uscirne.
Una lettura superficiale o un po miope, potrebbe far pensare che quanto narrato si riferisca esclusivamente ad altri; forse potrebbe essere anche facile, per molti, assimilare qualcuna delle figure descritte a persone che si conoscono, o che si sono conosciute. Più difficilmente potrebbe far pensare che ci riguardi.
Il racconto al contrario appare particolarmente attuale e riflette, come davanti ad uno specchio, atteggiamenti, comportamenti e pensieri che si possono riconoscere come familiari e propri.
La maggior parte delle persone potrebbe ritenere che tali inferni ed infernetti quotidiani siano inevitabili, e forse per la maggior parte delle persone è effettivamente così.
Altri potrebbero trovare questo modo di vivere appagante, o quanto meno stimolante, essendo opinione piuttosto diffusa il fatto che certi problemi siano il sale della vita. Un sale tanto importante da indurre ad inventare problematiche, anche inconsapevolmente, pur di dare sapore e senso allesistenza, pur di dare spessore allego.
Forse qualcuno avverte un simile modo di vivere come inaccettabile. In rari casi, come mostra lAutrice, ci può essere una via duscita.
Anna Lucia Sofra è nata nel 1961 a Milano, dove tuttora vive e lavora.
Terminati gli studi nellambito della comunicazione ha intrapreso numerosi viaggi in Europa ed in Asia per motivi professionali.
Appartiene ad una famiglia proveniente dalla Grecia il cui cognome, che in origine era "sòfron", fu italianizzato durante il ventennio.
Narrativa - formato 15x21 - pagg. 291 - prezzo 19,00 euro - ISBN 978-88-86026-59-8
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