Angela e Giulio Malvani
Arbor Vitae
Il Paradiso di Dante e lAlbero della Vita della Cabala ebraica
cod. 069 - cm 17 x 24 - pp. 112 11,00

Linterpretazione esoterico/simbolica delle opere dantesche sembra ormai un dato acquisito dalla maggior parte degli studiosi che analizzano il pensiero del Sommo Poeta [...] possiamo con certezza affermare che il presente studio supportato da una scrupolosa ricerca etimologica, storica e mitologica si inscrive decisamente nel filone dellinterpretazione esoterica degli scritti danteschi, avendo come scopo la dimostrazione delle numerose analogie che sembrano collegare la struttura del Paradiso con quella di Oz Chiim, il cabalistico Albero della Vita [...] gli Autori si riferiscono allemblema principale dellantica dottrina sapienziale ebraica considerandone principalmente laspetto strutturale e non tanto quello numerico.
La loro indagine, esposta peraltro con un linguaggio limpido e accessibile a tutti, mira a dimostrare come la successione dei Cieli del Paradiso dantesco rispecchi fedelmente liter ascetico proposto dagli antichi Maestri cabalisti... Attraverso la lettura di questo saggio critico, si scopre quindi con grande sorpresa che larchitettura del Paradiso di Dante è calcata perfettamente su quella del simbolo centrale della Cabala ebraica [...]. Lanalisi degli Autori, comunque, non si limita alla sola Cabala e al suo simbolo più importante, ma si estende a tutte le scienze tradizionali, tra cui lAlchimia, risultando estremamente minuziosa e ricca di riferimenti. Limpressione che se ne ricava è quella di un libro serio, avvincente e ben costruito, capace di respingere le obiezioni dettate dal pregiudizio razionalista e di gettare una luce, seppur piccola, sul lato più oscuro dellabissale opera dantesca. Nonostante la complessità dellindagine, la lettura appare dunque molto piacevole ed è davvero sorprendente scoprire guidati dalle argomentazioni di Giulio e di Angela Malvani le innumeri relazioni che collegano ogni Sephirah ai vari Cieli; relazioni talmente numerose che appare impossibile poterle attribuire al caso. Così, terminato il libro, si ha davvero la sensazione di essere scesi, per dirla col Pascoli, «nel cupo del pensiero dantesco, per la prima volta». (FdR)
Giulio Malvani, nato nel 1923, è generale ed ingegnere. Dal 1972 si dedica alla saggistica esoterica e templare, pubblicando vari libri su tali tematiche e collaborando a riviste specializzate italiane e straniere. Scrive anche con lo pseudonimo di Julius Cohen.