Rosella Omicciolo Valentini
Mangiare nelle taverne medievali
cod. QM1 - cm 14 x 21 - pp. 32 - ill. b/n 5,00

Le taverne erano soprattutto dei luoghi dincontro, frequentati prevalentemente dal popolo, ma anche da viaggiatori, mercanti o pellegrini, da soldati o nobili in cerca d'avventure, nonché da donne di malaffare, ladri e truffatori. Nella taverna si poteva mangiare, dormire, giocare d'azzardo e soprattutto bere.
Alcune erano dei semplici punti vendita di vino, molte erano adibite a locande, dove poter mangiare, in modo più o meno frugale, e dove poter dormire nelle soste di un lungo viaggio.
Naturalmente a seconda del tipo di taverna il mangiare era diverso: nelle taverne più grandi e più attrezzate allospitalità i pasti potevano essere vari e ben preparati, soprattutto se i viaggiatori avevano potuto avvertire della loro presenza, in altre il cibo era più frugale e poco variato, in alcune si potevano consumare i pasti che ognuno portava con sé e, magari, a volte era consigliabile farlo.
In linea di massima i piatti di taverna non erano certo raffinati ed elaborati, al contrario, dovevano essere veloci da preparare, facili da conservare e, soprattutto, dovevano servire anche a facilitare il bere, quindi erano piatti spesso salati o comunque saporiti e grassi.
Rosella Omicciolo Valentini, collabora da anni con Cronache Medievali, periodico di studi medievali, con due rubriche fisse: In taberna (cucina medievale) e II giardino dei semplici (erboristeria medievale). Da tempo fa parte della L.A.R.T.I. ( Libera Associazione Ricercatori Templari Italiani).
È autrice del volume Mangiare medievale, pubblicato da Edizioni Penne & Papiri (2005).